Venerdì 7 novembre, all’Oratorio San Giuseppe di Como, si è tenuto un momento di confronto importante: “Due scuole, una comunità che riflette”, un incontro aperto al quartiere e alle famiglie per discutere del futuro dei plessi Infanzia Salita Cappuccini e Primaria A. Vacchi.
Un dibattito partecipato, con interventi sentiti, riflessioni e testimonianze che hanno confermato ancora una volta quanto la scuola rappresenti il cuore pulsante di ogni comunità.
Nel corso del mio intervento ho voluto ricordare da dove nasce il nostro impegno: dal piano di dimensionamento scolastico del 2024, che prevedeva la chiusura delle scuole Sauro e Carluccio. Da quella decisione è partita una reazione collettiva, fatta di genitori, insegnanti e cittadini che hanno scelto di non arrendersi.
Abbiamo costruito un percorso che ci ha portato a diventare qualcosa di più con: una visione di città.
Una città che oggi, purtroppo, sembra aver perso il senso delle proprie priorità. Lo vediamo ogni giorno: mancano politiche per i residenti, per le famiglie, per gli anziani e per i bambini. Ci chiediamo a chi stiamo davvero parlando quando mettiamo in campo le azioni amministrative, e a quali bisogni vogliamo rispondere.
Noi crediamo che la scuola sia il vero centro del quartiere, e che il quartiere sia la base della città del futuro.
Si parla tanto di calo demografico, ma troppo spesso si interviene solo quando il problema esplode.
La verità è che servono scelte coraggiose e lungimiranti: non si chiudono le scuole, si potenziano. Si investe nei servizi per attrarre nuove famiglie, non per scoraggiarle.
Perché ogni volta che si riducono gli spazi di confronto, di socialità e di comunità, Como perde un pezzo della propria identità. Rischiamo di trasformarci in una città vetrina, un grande bed & breakfast senz’anima, dove chi vive davvero qui non trova più spazio.
E noi non lo permetteremo.
Difendere la scuola significa difendere la storia, la memoria e il futuro di questa città.
Per questo, anche dopo la vittoria del ricorso al TAR nel luglio 2025, continuiamo a credere che il nostro impegno non finisca qui: serve una nuova stagione di partecipazione, di idee e di progettualità condivisa.
Lo abbiamo dimostrato insieme, in mille modi — con eventi, raccolte fondi, iniziative solidali — e lo dimostra la grande partecipazione a tutti gli eventi organizzati sino ad ora.
Quando una comunità si unisce, nulla è impossibile






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